S. Matteo Apostolo ed Evangelista – Patrono di Salerno e dell’Arcidiocesi

sanmatteo

San Matteo, Apostolo ed Evangelista
–  21 Settembre

“Gesù vide seduto al banco delle imposte un uomo chiamato Matteo. Gli dice: «Seguimi!». E quello, alzatosi, si mise a seguirlo.” (Mt 9,9).

Matteo era un pubblicano, un esattore delle tasse; era un uomo ricco che possedeva tutto ciò che era desiderabile. Di fronte alla chiamata di Gesù, che si avvicinò al banco delle imposte e gli disse: “Seguimi!”, egli, senza un attimo di esitazione, decide di lasciare tutto, di abbandonare tutte le sue certezze e di seguire un uomo che, apparentemente, non aveva nulla da offrirgli.
I Padri della Chiesa rilevano tre caratteristiche della santità di Matteo:
1. la pronta obbedienza;
2. la liberalità;
3. l’umiltà;
La pronta “risposta” di Matteo rappresenta, in ogni tempo, un esempio per tutti coloro che, pur desiderando seguire Gesù, trovano difficile abbandonare le loro certezze e rispondere, anche con un piccolo “si”, all’amore di Cristo.
Percorrendo il cammino spirituale che conduce alla Tomba di San Matteo, i pellegrini alimentano la propria fede attraverso gli insegnamenti del suo vangelo che, da sempre, sono per i cristiani luce e guida.

Notizie storiche
Le notizie storiche che si posseggono sull’Apostolo Matteo non sono molto.
Il suo nome deriva da un’abbreviazione di Mattia o Matania, che vuol dire ” Dono di Dio”.
Il Martirologio Romano pone al 21 settembre la sua nascita al cielo ed al 6 maggio la traslazione del corpo di Matteo “dall’Etiopia a Salerno”, passando per Paestum.
Morì intorno al 69 d.C., ma è incerto il genere della sua morte. Lo gnostico Eraclone parla di morte naturale; molti invece, pur discordando sul genere di tormento, ritengono che Matteo abbia coronato col martirio il suo apostolato. A tal riguardo la più comune leggenda narra che fu ucciso mentre celebrava il s. Sacrificio .
San Matteo ha protetto, più volte durante i secoli, la città che lo venera.
Nel 1544, secondo la tradizione, il Santo Patrono salvò Salerno dalla distruzione, costringendo alla fuga i pirati Saraceni capeggiati da Ariadeno Barbarossa . In segno di riconoscenza lo stemma della città venne impreziosito con la figura di San Matteo, che con la mano sinistra regge il Vangelo e con la destra benedice. Da allora in poi i Salernitani si impegnarono a condurre in processione ogni anno, il 21 settembre, con grande solennità, la statua del Santo Patrono.
Nel 954 Salerno già custodiva il corpo di San Matteo ma, per le tristi condizioni dell’epoca, fu tenuto accuratamente nascosto, cosicché cadde nell’oblio. Verso il 1080 fu ritrovato e posto nel tempio costruito a tale scopo e consacrato da San Gregorio VII. In tale occasione.
il pontefice scrisse una lettera a s. Alfano, allora arcivescovo di Salerno, per felicitarsi con lui per il ritrovamento del corpo di s. Matteo, e tale lettera resta un documento storico ineccepibile.
A seguito del ritrovamento delle spoglie del Santo , che riposano nella cripta inaugurata nel 1081, Roberto il Guiscardo fece costruire la Cattedrale di Salerno.
Nel luglio del 1084 furono ultimati i lavori della basilica superiore e la chiesa fu consacrata dal Papa Gregorio VII.