Il complesso del Seminario Metropolitano "Giovanni Paolo II"
e l'annessa Casa del Clero per sacerdoti anziani, eretti sull'area di
oltre 55.000 metri quadrati, in gran parte donata dalla Signora Ilva Briasco,
vedova Monti, coprono, con i propri edifici, circa 6.100 metri quadrati,
rispondenti al 12 per cento dell'intera superficie.
L'articolazione distributiva del Seminario è stata ispirata al
criterio della concentrazione degli spazi destinati alle residenze, allo
studio ed alla formazione culturale e spirituale dei presbiteri in un
edificio del tipo definito comunemente "monoblocco articolato aperto",
in modo che al nucleo centrale s'innestano più ali.
Tale scelta mira a facilitare le interconnessioni tra le componenti di
una struttura, nella quale convivono attività diverse, e semplificarne
il funzionamento anche dal punto di vista della sicurezza e dei controlli
gestionali.
Il complesso si sviluppa a partire da un edificio centrale, il cui piano
terra è costituito essenzialmente da una grande hall cui si accede
attraverso ampie vetrate prospicienti il piazzale, nel quale si allarga
il lungo viale d'ingresso alla Strada Provinciale n. 28, che dalla località
S. Antonio ascende alle colline elevantisi sulla piana di Pontecagnano.
Sulla hall prospettano i sovrastanti due piani accoglienti 10 delle 26
aule riservate allo studio e all'insegnamento nell'intero complesso, mentre
le altre aule sono distribuite nei corpi innestantisi sul nucleo centrale
con andamento ovest-est a fronti esposti a mezzogiorno.
Le prime dieci aule sono disimpegnate da una balconata svolgentesi lungo
i quattro lati della hall che immette, su ciascun piano, a due nodi di
distribuzione, dai quali si dipartono le aree destinate allo studio, con
aule, biblioteche, laboratorio, auditori, ecc..
Le residenze sono specializzate in due tipi, secondo l'età degli
ospiti.
Le prime, su due piani sviluppantisi lungo l'asse ovest-est del complesso,
accoglieranno i giovani del Ginnasio e del Liceo, distribuiti in unità
comprendenti ciascuna due camere a tre letti, tra le quali è interposto
un nucleo di servizi. Gli alunni di età superiore alloggeranno
nell'ala nord-sud e fruiranno, su tre livelli, di camere monoposto, dotate
di tutti i servizi. La ricettività dell'insieme è di 93
posti letto, distribuita per 48 in camere a 3 posti e per 45 in camere
ad un posto.
Altre due ali, innestantisi agli estremi est e nord di quelle prima descritte,
delimitano un'area quadrangolare perimetrata, al piano terra, lungo le
fronti nord est, da un colonnato che, con le pareti delimitanti gli altri
due lati, genera uno spazio a chiostro sistemato a giardino con al centro
una fontana.
In dette ali, da completare a mano mano che se ne sentirà l'esigenza,
si ricaveranno su due piani, altri 54 posti letto, anzi si potrebbe eventualmente
elevare un terzo piano portando la ricettività a 180 posti. In
corrispondenza al punto in cui confluiscono le ali residenziali, su ciascun
piano, è stata creata una Cappellina per consentire le pratiche
religiose quotidiane.
Le componenti del plesso destinate alle attività comuni: soggiorni,
refettorio, auditorium, Cappella centrale, palestra coperta, aree per
attività ginnico-sportive all'aperto, raggiungono ampiezze adeguate
alle necessità della particolare collettività cui sono destinate,
e tali da conciliare lo studio con attività ricreative e sportive
a cui i futuri sacerdoti non possono rimanere estranei.
Parcheggi autoveicolari, viabilità, aree a verde costituiscono
le restanti dotazioni del plesso.
Sulla parte settentrionale dell'area è stata costruita la "Casa
del Clero" intitolata a san Matteo, Patrono di Salerno, destinata
ad accogliere sacerdoti anziani in 18 piccole suite, dislocate su tre
piani elevantisi al di sopra del piano terra con sale di soggiorno e lettura.
Anche per questi ultimi, oltre ad aree a verde con angoli e percorsi riposanti,
è stata apprestata una piccola area per attività ludica.
La volumetria totale del plesso è di circa 51.000 metri cubi. La
superficie delle aree che lo compongono è di circa 11.300 metri
quadrati, ai quali si aggiunge la superficie occupata dalle centrali tecniche
per circa 500 metri quadrati.
Al di sotto dell'intero complesso edificato si estende un piano inferiore
nel quale corrono le reti di distribuzione degli impianti, in tal modo
agevolmente manutenibili e preservate dal degrado meglio di quanto consenta
l'allocazione di solito ricorrente in cunicoli interrati.
Il complesso è dotato di impianti di riscaldamento e ventilazione.
Sull'area insistono volumetrie edilizie preesistenti. La più importante
di esse è un antico fabbricato padronale che, opportunamente restaurato,
sarà in parte riservato alla Comunità di Suore preposta
alla gestione domestica del plesso.
Le aree a verde circostanti gli edifici e lo stesso interno di questi,
sono stati arricchiti da elementi figurativi di rilievo: primo fra tutti
una statua del Santo Padre, opera dello scultore Giancarlo Buratti di
Carrara.
Progettista del grandioso complesso è stato l'ing. Matteo Guida,
mentre l'impresa CO.GE.NI di Nicola e Gerardo Nicodemo ne è stata
l'esecutrice.
A. Marranzini S.J., Pontificio Seminario Regionale Pio
XI
Seminario Metropolitano Giovanni Paolo II, Elea press - Salerno, 1999,
pp. 85-87
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