SANSONE Don Aniello
Ordinazione Sacerdotale: 27 Luglio 1941
Deceduto il 18 Aprile 1975
NECROLOGIO
Alle 16,25 di venerdì, 18 aprile, si è spento serenamente don Aniello Sansone, Parroco del Cuore Immacolato di Maria in Pastena di Salerno.
È partito in punta di piedi, con la discrezione e la semplicità che sono stati il tratto distintivo di tutta la sua vita.
Non eravamo preparati a questo distacco. Esso ci è parso prematuro.
Ma don Aniello aveva già lavorato tanto; aveva dato tutto quanto poteva, ed anche di più. Perciò il Signore lo ha chiamato a Sé soavemente.
Rimane a noi il caro ricordo della sua persona e l’esempio luminoso della sua vita.
La sua volontà di essere sacerdote fu irremovibile fin dalla adolescenza. Ottenere di entrare nel Seminario Arcivescovile per intraprendere nella nostra città gli studi ginnasiali, cui seguirono quelli filosofici e teologici, fu per lui una vera conquista.
A 26 anni, nel 1941, don Aniello, che era nato il 29-10-1915 ricevette l’ordinazione sacerdotale, e subito volle impegnarsi nel ministero pastorale.
Ebbe un momento di riflessione prima di decidere. Si era scritto alla Facoltà di Diritto Canonico, presso l’Università Teologica di Napoli, ma il suo temperamento e le circostanze lo indirizzarono ben presto verso la scelta più congeniale.
Un degno Sacerdote della Diocesi di Sarno, Don Michele Corrado, svolgeva in quegli anni una proficua attività di ministero nelle campagne del suburbio.
Nella zona di Fuorni e di S. Leonardo si dedicava all’assistenza religiosa dei contadini. Era un uomo di iniziativa e di sacrificio; a lui si deve la costruzione della Chiesa Parrocchiale di Fuorni. Aveva bisogno di collaborazione. Fu un incontro fortuito con questo sacerdote, che rivelò a don Aniello quale doveva essere il suo campo di lavoro.
Lasciò, come suol dirsi, pandette e codici, e cominciò il suo ministero di apostolato. Negli anni 1942-43 fu coadiutore a Fuorni. Erano gli anni della guerra. La stessa città di Salerno divenne ben presto teatro di tragici eventi: incursioni aeree prima, lo sbarco degli Alleati e la cruenta battaglia di Salerno, poi. L’anziano e sofferente Parroco di S. Maria a Mare in Mercatello, don Filippo Pennasilico, di venerata memoria, pregò don Aniello di prendere il suo posto nell’assistenza spirituale della Parrocchia, dalla quale dovette allontanarsi.
Don Aniello non ebbe esitazioni, ed accettò il pericoloso compito. Rimase così come coadiutore a Mercatello dal giugno all’ottobre 1943.
Quando gli Alleati sbarcarono a Salerno, ebbero come degno ed autorevole interlocutore unicamente l’Arcivescovo ed il Clero. Don Aniello era presente. I Sacerdoti avevano dato anch’essi il loro contributo di sangue. Il giovane Parroco di S. Margherita don Felice Ventura, era caduto vittima di incursioni aeree. La notte del 16 settembre 1943, mentre vegliava in preghiera nella casa parrocchiale. Era una ferita dolorosissima.
Mons. Monterisi destinò a S. Margherita don Aniello Sansone che resse la parrocchia per due anni dall’ottobre del 1943 all’ottobre 1945. Condividendo le indicazioni dell’Arcivescovo, che prevedeva lungo l’asse della strada statale il futuro sviluppo del quartiere di Pastena, non esitò a rinunziare alla Parrocchia di S. Margherita, per trasferirsi in una baracca di lamiera –residuato bellico – per dar vita alla nuova Parrocchia, che volle intitolata al S. Cuore Immacolato di Maria.
L’alluvione del 1954 non risparmiò la baracca-chiesa. Era intanto stato donato un suolo per l’erigenda parrocchia in via R. Cocchia. Ivi fu realizzato un padiglione provvisorio, con il quale andò avanti ancora per anni, finché sorse il salone, dove cominciò a funzionare la nuova Parrocchia del Volto Santo, mentre don Aniello fra mille peripezie era riuscito ad ottenere il completamento al rustico della grande e moderna chiesa, dove definitivamente ebbe sede la sua Parrocchia. Né tutto questo avveniva in tranquillità di spirito, ma tra incomprensioni, ostilità, insinuazioni e sospetti, che sono stati la croce più grave che don Aniello abbia portato nella sua vita, e che forse questa vita stessa gli hanno abbreviata.
Dal 1968 al 1974 fu Canonico di Acerno, pur continuando la sua attività parrocchiale come coadiutore dell’amatissimo nipote don Andrea Vece, ma nell’ottobre 1974 era tornato di nuovo sulla breccia come protagonista. Era ancora lui il Parroco del S. Cuore Immacolato di Maria.
Ora riposa dal diuturno impegno dell’apostolato.
Don Aniello Sansone sarà ricordato da quanti lo conobbero, con affetto e venerazione.
Egli è stato l’uomo di tutti. Quanti lo hanno avvicinato, hanno ricevuto da lui, senza accorgersene,
senza saperlo o senza volerlo sapere, perché egli ha avuto il dono di dare, senza dimostrare.

don Osvaldo Giannattasio