Museo Diocesano “San Matteo”

Museo-Diocesano-di-Salerno.jpg

Largo Plebiscito 12 – Salerno
Tel. 089/239126

Direttore: sac. Luigi Aversa
sito web: www.museodiocesanodisalerno.it
Email: museodiocesano.sa@gmail.com
 

 

Ingresso dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 tutti i giorni escluso il mercoledì
Costo del biglietto
2.00 euro per gli adulti
1.00 euro per gli studenti di ogni ordine e grado

Sono disponibili sale per mostre temporanee e spazi per ricevimenti ed eventi

 

Il Museo diocesano è senza dubbio il più importante contenitore di opere d’arte di Salerno. La sede attuale non è quella originaria, ma corrisponde al recupero della struttura del Seminario Diocesano, che, con la Biblioteca e l’Archivio, costituisce un grande polo culturale della città e della provincia. L’attuale configurazione dell’edificio corrisponde ai lavori fatti eseguire nel 1832 dall’arcivescovo Lupoli. A seguito di questo intervento, il plesso ha assunto una fisionomia rigorosamente neoclassica con uno sviluppo simmetrico costruito intorno all’asse centrale del portone, sulla cui chiave di volta spicca lo stemma marmoreo del presule, e del balcone soprastante, incorniciato da un’edicola che riecheggia un tempietto classico.
Il patrimonio artistico del Museo comprende opere che vanno dal Medioevo al XX secolo. In esso è possibile trovare
– gli avori salernitani: costituiscono la più vasta e completa raccolta di tavolette eburne istoriate del Medioevo (prima metà del XII sec.) cristiano esistente al mondo. Si tratta di 67 pezzi, di cui 37 illustrati con scene dell’Antico e Nuovo Testamento. Sembra che facessero parte di un paliotto d’altare. Della raccolta mancano notizie nei secoli medievali. Il primo cenno risale al 1510, mentre solo al 1575 risale il primo elenco;
– un rotolo miniato dell’Exultet, diviso in 11 fogli pergamenacei illustranti il Preconio pasquale (praeconium paschale, annunzio della Pasqua), risalente alla fine della prima metà del XIII secolo;
– Una Croce dipinta (detta del Barliario), degli inizi del XIII secolo;
– la Croce lignea (detta di Roberto il Guiscardo) rivestita da due lamine d’ottone con pietre dure e smalti traslucidi attribuiti al senese Tondino del Guerrino (1326-1328);
– una ricca raccolta di tempere su tavole del XIV, XV, e XVI. Alcune di queste opere sono una Pietà (1390 ca); una Crocifissione (1340 ca.) del giottesco Roberto de Oderisio; l’Incoronazione della Vergine, (1480 ca.) attribuita al Maestro dell’Incoronazione di Eboli, la Madonna con Bambino e i Santi Giovanni Battista, Francesco d’Assisi, Bernardino da Siena e Sebastiano, dell’ultimo decennio del XV secolo firmata da Vincenzo De Rogata; di un anonimo pittore, probabilmente salernitano (de Rogata tardo o Girolamo da Salerno), sono i due Polittici francescani e raffiguranti La Madonna in trono con il Bambino e Santi; San Michele Arcangelo dei primi anni del XVI secolo, attribuibile a Cristofaro Scacco e, infine, una Madonna delle Grazie, terracotta policroma (inizio XVI secolo) attribuibile a Giovanni Merliani da Nola o a Domenico Napolitano.
– alcune tele di scuola caravaggesca donate dal Marchese Giovanni Ruggi D’Aragona nel 1870 alla Cattedrale di Salerno. Si tratta per lo più di opere del secolo XVII. L’opera principale è la Giuditta di ignoto, il David con la testa di Golia sempre di ignoto, un Gesù tra i dottori di tono riberesco, S. Girolamo e S. Pietro che piange per non aver riconosciuto il Maestro e la tela di soggetto biblico Lot e le figlie.
– diverse opere di Andrea Sabatini, il principale interprete del raffaellismo meridionale, raffiguranti tutte la Madre di Cristo: una Pietà (1519 ca.) con cornice originale; una Madonna con Bambino fra i Santi Aniello e Leonardo (1526 ca.) contemporanea e affine con lo scomparto centrale del seguente Polittico di Fisciano, che presenta, in linea con le inquietudini manieristiche dell’Autore coadiuvato dalla sua bottega, un’altra Madonna con Bambino e Santi; infine una raffaellesca Madonna di Costantinopoli (1515 ca.) con i santi Francesco d’Assisi e Giovanni evangelista.
– La pittura barocca è rappresentata da due grossi teloni del piemontese Giovan Battista Beinaschi autore di due grossi teloni raffiguranti il Martirio di Sant’ Erasmo e Mosè che fa scaturire l’ acqua dalla roccia.
– Nei luminosi corridoi di accesso alle sale è stata collocata parte della collezione di monete della Magna Grecia, della Repubblica Romana, dell’Impero Romano e della Zecca di Salerno. Tra le migliaia di monete c’è da segnalare il famoso Follaro di Gisulfo II con la raffigurazione della Opulenta Salernu.
– altre opere come una statuina in marmo raffigurante una Madonna con bambino del secolo XV, un sigillo di Romualdo II Guarna, un anello vescovile d’argento del secolo XVII proveniente dalla Cattedrale, un affresco staccato raffigurante due santi del secolo XIII proveniente dalla chiesa di S. Maria de Lama di Salerno, quattro lastre a mosaico del secolo XII, due frammenti di pluteo con motivi geometrici e vegetali del secolo IX un tempo utilizzati come gradini della Cripta della Cattedrale, una lapide in latino e una in ebraico, un’urna reliquaria in alabastro del secolo X-XI. Oltre alle opere esposte, il Museo conserva dipinti, soprattutto su tavola e su tela, che datano dal XIV al XX secolo. Da segnalare è anche un Pontificale ad usum Ecclesiae Salernitanae. Non mancano preziosi Codici (dall’XI secolo), anche miniati, pergamene, Cinquecentine e Seicentine. Arricchiscono la raccolta opere di oreficeria, un lapidario ed alcuni reperti archeologici di età romana e altomedioevali.