Dal mese di dicembre 2025 è stabilmente istituita nel territorio dell’Arcidiocesi di Salerno–Campagna–Acerno una celebrazione inclusiva con interprete LIS nella quale le Persone con Disabilità non diventino solo fruitori ma soprattutto membri attivi e realmente partecipativi della stessa.
La celebrazione ha luogo ogni ultima domenica del mese, alle ore 11.00 presso la parrocchia S. Cuore di Salerno in piazzale Ferrovia, affidata alla cura pastorale dei Frati minori.
Il progetto si fonda su alcuni pilastri chiari quali inclusione attiva, accessibilità reale, linguistica, comunicativa e strutturale.
Accoglienza e partecipazione convergono in un modello capace di restituire alle Persone con Disabilità il ruolo di attori primari nella stessa. Una delle letture viene proclamata da un cieco attraverso fogli appositamente preparati in Braille, mentre grazie alla presenza stabile dell’interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni), una persona sorda proclama il salmo o la seconda lettura attraverso i segni ed affidando poi all’interprete il compito di tradurre gli stessi in parlato.
È un dettaglio non da poco, poiché in tal modo sordi e ciechi recuperano ruolo e dignità potendo proclamare le letture dall’ambone e lasciandosi alle spalle il ruolo di semplice fruitore.
Nel tempo si stanno attivando anche possibilità partecipative nel servizio all’altare, nel canto ed in ogni altro aspetto celebrativo, concretizzando una vera e propria scelta strutturale e pastorale, condivisa e organizzata, che entra a pieno titolo nella vita ordinaria della comunità.
L’Arcidiocesi e la Provincia Religiosa Salernitano-lucana dei Frati Minori accolgono e valorizzano questa iniziativa come segno concreto di prossimità e appartenenza attraverso il quale una parte del popolo di fedeli troppo spesso messa in secondo piano possa riscoprirsi realmente parte della realtà ecclesiali.
Tale modello inclusivo e partecipativo, poi, aiuta a superare barriere mentali prima ancora che architettoniche rivelandosi laboratorio pastorale di grande valore ed unico nel suo genere, ed auspica che possa diventare nel tempo un modello diffuso attraverso un percorso di replicabilità nelle diverse parrocchie diocesane, per offrire a un numero sempre maggiore di persone la possibilità concreta di partecipare, vivere e servire la comunità ecclesiale.