La proposta esclusiva dell’Ufficio Cultura e Arte
La mostra “Dalla Bibbia alla tavolozza. Vincent van Gogh e la pittura dell’anima”, promossa dall’Ufficio Cultura e Arte e inaugurata il 14 novembre 2025, si è imposta come un’esperienza espositiva capace di offrire una lettura originale e profonda della figura di Vincent van Gogh, rileggendone l’opera e la vicenda umana alla luce della sua intensa e travagliata spiritualità.
La parabola umana, religiosa e creativa di Van Gogh continua a interrogare profondamente il nostro tempo. Nella sua vita si intrecciano temi di forte impatto esistenziale: la ricerca di Dio, l’anelito al bene, le ferite dell’amore non corrisposto, il bisogno di riconoscimento, il rifiuto delle convenzioni, fino alle fragilità e alle dipendenze. È un cammino segnato dalla sofferenza, ma mai del tutto privato di luce, bellezza e speranza, nonostante il tragico epilogo.
Attraverso la rassegna creata e curata dallo studioso Renaldo Fasanaro, il visitatore è invitato ad avvicinarsi all’uomo Vincent più che al mito dell’artista. Ne nasce un’esperienza fortemente empatica, che favorisce un dialogo intimo tra l’interiorità dell’autore e quella di chi osserva. La mostra diventa così uno spazio di ascolto e di riflessione, in cui emergono le aspirazioni più alte dello spirito insieme alle sue fragilità, consentendo di cogliere l’intensità autentica dell’esperienza vangoghiana.
In controtendenza rispetto alle numerose iniziative di immersive exhibition dedicate negli ultimi anni al pittore olandese, spesso incentrate prevalentemente sull’impatto visivo e tecnologico con le opere, questo progetto sceglie una narrazione più raccolta e “artigianale”. La vicenda di Van Gogh viene restituita attraverso l’uso delle cosiddette “reliquie ambientali”, cifra distintiva del lavoro di Renaldo Fasanaro, che non mirano a spettacolarizzare la materia, ma a rendere tangibile la connessione con i luoghi, gli oggetti e la quotidianità dell’artista.
Emblematico, in tal senso, è il riallestimento della celebre Natura morta con Bibbia (1885, Museo di Amsterdam), riproposta in forma di tableau vivant site-specific nella “Sala del Sapere”, che orienta lo sguardo del visitatore verso il nucleo più profondo dell’esperienza artistica di Van Gogh.
Ospite dell’incontro di approfondimento sulla mostra – svoltosi il 9 dicembre u.s. presso la Sala Conferenze del Museo – è stato il professor Giorgio Agnisola, critico d’arte e saggista, studioso esperto di Van Gogh, il quale così si è espresso sul lavoro promosso e organizzato dall’Ufficio diocesano Cultura e Arte:
«L’iniziativa dell’Ufficio Cultura e Arte dell’Arcidiocesi salernitana si qualifica anche come proposta teologica, laddove si cerca Dio e lo si incontra nella verità della vita vissuta e testimoniata da uomini che non parlano dell’oltre in termini confessionali e che pure lo testimoniano con una tensione appassionata e autentica del cuore e dell’anima, come sovente accade nel mondo degli artisti. Il caso di Van Gogh è emblematico. Al di là dei riferimenti biografici, al di là della sua stessa sofferenza psichica e dei conseguenti e talvolta paradossali comportamenti, la sua arte ci rivela un bisogno profondo di unire cielo e terra in una visione di assoluto interiore commovente e autenticamente religiosa».
La mostra ha suscitato anche diversi interessanti approfondimenti da parte della stampa locale, come ad esempio l’articolo di Giuseppe Pecorelli per Il Mattino di Salerno (12 novembre 2025) e il servizio televisivo realizzato da Elpis Social TV (15 novembre 2025, elpissocialtv.org), in cui sono stati evidenziati gli aspetti più particolari e generativi di meditazione trasmessi dalla rassegna storico-artistica proposta.
L’evento si è, dunque, configurato come un momento significativo per la vita culturale locale, capace di attivare un dialogo fecondo tra arte, fede e contemporaneità. Il boom di presenze al vernissage, le riflessioni suscitate, l’affluenza costante dei visitatori, inclusi gli studenti di diversi licei del territorio, confermano che iniziative di questo livello contribuiscono a fare della cultura cristiana uno spazio attivo di confronto, riflessione e crescita spirituale, superando la dimensione puramente plateale, per offrire alla comunità un’esperienza di senso.
In questa prospettiva si inseriscono anche gli orientamenti futuri dell’Ufficio Cultura e Arte, deciso a proseguire nella promozione di progetti che intreccino valore artistico, storico, spessore spirituale e attenzione alle istanze del presente.
Prof.ssa Lorella Parente
Direttrice Ufficio Cultura e Arte
- https://www.facebook.com/reel/1242077604618672
- https://www.facebook.com/reel/911644484763926
- https://www.salernotoday.it











